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"L’Università incontra la Montagna" il 21 aprile a Fanano

I comuni montani in Italia sono circa il 44% e ricoprono quasi la metà della superficie territoriale italiana (49%), ma in essi risiede solo il 15% della popolazione. Questi territori sono caratterizzati da tutte le problematiche e le criticità proprie delle aree collinari e montane: difficile organizzazione e gestione di servizi alle persone e alle famiglie a fronte di una bassa densità di popolazione, rarefazione dei servizi alle imprese, criticità dei collegamenti, presenza di importanti fenomeni di dissesto idrogeologico, progressivo abbandono dell’agricoltura e conseguente degrado del patrimonio edilizio rurale, riduzione degli esercizi commerciali.

 

Al fine di mettere in campo tutte le strategie per affrontare questi problemi  Unimore – Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, l’Università di Bologna ed il Consiglio Nazionale delle Ricerche  - CNR, promuovono un incontro che si terrà venerdì 21 aprile 2017 alle ore 15.00 a Località I Ponti di Fanano.

 

Nel corso dell’appuntamento, che vedrà gli interventi di Luciana Serri, Consigliere Regione Emilia Romagna, di Giancarlo Muzzarelli, Presidente della Provincia, di Livia Vittori Antisari,  Università di Bologna, di Stefania Benvenuti ed Emiro Endrighi,  Unimore - Università di Modena e Reggio Emilia, di Paolo Bonasoni e  Paolo Cristofanelli del CNR, sarà proposto l’istituzione di un tavolo tecnico di lavoro che veda coinvolti gli enti di ricerca e formazione (Università e CNR), Regione Emilia Romagna, Enti Locali ed altri soggetti portatori di interesse per raccogliere e mettere a sistema le iniziative dei singoli favorendo lo sviluppo di una rete rilevante di soggetti cooperanti per lo sviluppo delle aree montane attraverso iniziative culturali che vadano ad incidere sullo sviluppo dei territori montani.

 

Strategico per tale progetto – affermano i proff.  Stefania Benvenuti ed Emiro Endrighi  di Unimore - è il coinvolgimento dei giovani attraverso l’offerta di nuovi percorsi di formazione e di studio per la valorizzazione dei beni naturalistici, ambientali e culturali dell’Appennino, finalizzati a formare esperti del territorio, capaci di favorire e gestire attività connesse con l’ambiente montano, la tutela del territorio, lo sviluppo di attività agricole e turistiche”.

 

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