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Unimore ricorda l'impegno di Francesca Pirozzi con una cerimonia di laurea postuma

E’ con una cerimonia di una laurea postuma, alla presenza di familiari e amici, che Unimore ha voluto onorare il lavoro e l’impegno di Francesca Pirozzi, la studentessa in Scienze e Tecnologie Erboristiche scomparsa prematuramente, poco prima di raggiungere la laurea, per una malattia che non l’ha risparmiata.

In una commovente cerimonia, tenutasi nell’Aula Magna nel Palazzo del Rettorato a Modena, la commissione, composta dal Rettore, Angelo Oreste Andrisano, dal Direttore del Dipartimento di Scienze della Vita, Daniela Quaglino, dal Presidente del corso di studi in Scienze e Tecnologie Erboristiche, Stefania Benvenuti  e dai docenti Elisa Andreotti, Rossella Avallone, Cecilia Baraldi, Nicoletta Brunello, Patrizia Messi e Carlo Romagnoli, ha riconosciuto a Francesca la laurea per il suo lavoro di tesi dal titolo "Alimentazione ed integrazione nei pazienti trattati con chemioterapia"

La professoressa Benvenuti che ha seguito la studentessa nel suo lavoro di ricerca ha ricordato l’impegno di Francesca con queste parole.

In ricordo di Francesca

Abbiamo conosciuto Francesca come docenti, una come tante della sua generazione: bella, attenta, vivace, cortese, presente, un po’ timida, ma sempre serena e disponibile. Faceva parte di un buon gruppo di studenti che seguiva con assiduità le lezioni.

Quando mi chiese di farle da relatore mi propose un argomento ben specifico: “Alimentazione ed integrazione nei pazienti trattati con Chemioterapia”. Non chiesi il motivo di questo interesse anche perché altre volte mi è capitato di toccare argomenti che coinvolgevano i familiari o gli amici dello studente, e per riservatezza non volevo conoscere il motivo o lo scopo di tale scelta.

Spesso mi inviava parti della tesi, ed io un po’ severamente, la spronavo prima a studiare per gli esami, perché come dico sempre “la tesi è la parte in discesa della vostra carriera, quella per cui avete l’interesse maggiore, ma va trattata come un “dulcis in fundo”.Una volta però si scusò dicendomi che non aveva proseguito con la stesura perché era in ospedale, ma presto sarebbe stata dimessa e avremmo potuto incontrarci.

Infatti venne e mi parlò della sua malattia, quasi con imbarazzo, o come un piccolo intralcio della sua vita, con serenità, pacatezza e soprattutto con tanta fiducia. Ed anche io, conoscendo tanti casi felicemente risolti grazie alle nuove terapie, non approfondii l’argomento, anche perché il confine fra il valutare una curiosità come banale o dettata da interesse vero, genuino e d’affetto, è davvero molto soggettivo. Sorrisi, dissi …dai vedo che hai tanta forza e sei positiva.

Capii quindi che la sua tesi era una sorta di cronaca di come lei con i medici aveva approcciato la sua malattia, cercando di sostenere la chemioterapia con i principi attivi di cui conosceva le proprietà benefiche e gli utilizzi. E penso l’abbia anche messo in pratica.

Quando seppi della sua scomparsa rilessi la sua tesi…era ormai conclusa: mancano solo i ringraziamenti quelli che fanno piangere i nonni, le mamme, i papà, i fidanzati, gli amici…ed anche i relatori, ammetto.

Francesca mi ha lasciato un bellissimo ricordo, non solo come persona di cui sicuramente i familiari e gli amici conoscono le aspirazioni, i sogni, i difetti più intimi, ma perché la sua vita mi induce ad una riflessione, mi riporta continuamente alla memoria l’enorme responsabilità che noi docenti abbiamo: possiamo essere d’ispirazione, d’esempio e quindi complici della loro crescita, delle loro gioie cosi come delle loro delusioni, ma soprattutto siamo responsabili della loro formazione morale, etica, culturale e civile.

Ringrazio la famiglia che ha suggerito che la carriera di Francesca fosse suggellata dal titolo finale: questo mi ha permesso di conoscere un’estrema sensibilità e disponibilità del personale dell’Ateneo, dal dott.Milano della Segreteria Studenti, alla prof.ssa Daniela Quaglino Direttore del Dipartimento, fino al Magnifico Rettore che con grande attenzione si è prodigato affinchè il Senato Accademico desse il suo parere favorevole all’assegnazione della Laurea a Francesca e che questa cerimonia avesse luogo, oggi.

Francesca mi ha ancora insegnato che nell’Università di Modena e Reggio Emilia c’è molta umanità e grande rispetto per le persone, per i ragazzi e solidarietà, parola di cui ultimamente si abusa spesso, ma a volte spesso in maniera molto astratta e poco costruttiva.

Mi piace pensare che Francesca, e non la casualità, abbia voluto proprio oggi, giorno del suo compleanno, arrivare a questo traguardo e farci questo regalo, affinchè ricordassimo quali fossero i suoi sogni e i suoi traguardi da giovane donna.

 

 

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Articolo pubblicato da: Ufficio Stampa Unimore - ufficiostampa@unimore.it