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18-19 maggio: due giorni dedicati alle novità in ematologia

Due giorni dedicati alle novità in Ematologia, giovedì 18 e venerdì 19 al Centro Didattico Inderdipartimentale della Facoltà di Medicina e Chirurgia presso il Policlinico di Modena (via del Pozzo 71). Il Convegno, organizzato dalla Struttura Complessa di Ematologia, diretta dal prof. Mario Luppi, offrirà l’opportunità di un aggiornamento e di un confronto sulle novità nella diagnosi e nella cura delle malattie ematologiche.  Il prof. Luppi è stato eletto da pochi mesi Presidente della Società Italiana di Ematologia Sperimentale SIES, nel biennio 2017-18. Si ritroveranno a Modena alcuni dei più illustri Ematologi Italiani, di riconosciuta fama internazionale, per discutere gli aggiornamenti di questi risultati e moltissime altre novità, prodotte dai loro gruppi di ricerca

L’Ematologia di Modena -  ha spiegato il prof. Mario Luppi - ha lavorato in questi anni per essere all’ avanguardia nella ricerca e nella assistenza quotidiana ai pazienti ed ai loro famigliari. Oggi, abbiamo a disposizione numerosi farmaci con un meccanismo d’azione innovativo, e mirato ad un bersaglio biologico preciso, capaci di migliorare significativamente l’efficacia del trattamento di alcune malattie ematologiche neoplastiche e non neoplastiche”. Proprio alle opportunità offerte da queste nuove terapie è dedicata la due giorni modenesi.

La cura moderna delle malattie ematologiche richiede competenze molteplici nella diagnosi di laboratorio di alterazioni molecolari ed immunologiche specifiche e nella diagnosi precoce e nel monitoraggio clinico-laboratoristico del potenziale rischio delle tossicità legate al trattamento. La terapia attiva dei pazienti con neoplasie ematologiche richiede inoltre una integrazione precoce con l’offerta concomitante di una terapia di supporto, capace di riconoscere e curare i sintomi fisici e piscologici, quali il dolore cronico ed episodico intenso, dalla diagnosi, per tutto il percorso di cura fino alla guarigione o alla sospensione delle cure attive. “Queste competenze – aggiunge il prof. Luppi - sono state oggetto di formazione nella nostra Scuola di Specializzazione e si sono sviluppate e consolidate in questi anni nella nostra Ematologia sia in clinica che nei nostri laboratori dove da decenni, medici, biologi e biotecnologi, collaborano per realizzare una diagnosi integrata cito-morfologica, molecolare, citogenetica ed immunologica, in stretta collaborazione con il Dipartimento Inter-Aziendale dei Laboratori, diretto dal Dottor Tommaso Trenti. In aggiunta a questo, la nostra Ematologia è in grado di offrire una medicina di precisione integrata ad una medicina di supporto/palliativa precoce, anche con competenze specifiche nella comunicazione medico-paziente.”

La qualità del lavoro svolto in Ematologia è dimostrato dal riconoscimento della seconda posizione tra le Ematologie nella recente classifica della Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) per la Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR, 2011-2014). Tra i contributi scientifici più recenti si ricordano la pubblicazione sulla prima rivista di Oncologia Medica, il Journal of Clinical Oncology del primo studio mondiale indipendente sulla terapia del dolore da cancro, in collaborazione con la Dott.ssa E. Bandieri, Oncologo Palliativista, USL Modena ed il prof S. Cascinu, Direttore Struttura Complessa di Oncologia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Modena. Da ricordare anche la pubblicazione sulla prima rivista di Ematologia, Blood, della prima esperienza di terapia cellulare della leucemia linfoblastica acuta B, Philadelphia Positiva, in collaborazione con la Onco-Ematologia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena e la dott.ssa P. Comoli, Direttore del Centro di Terapie Cellulari e Medicina Rigenerativa, dell’IRCCS di Pavia che ha meritato un Editoriale di accompagnamento, per il valore della scoperta.

L’Ematologia modenese è inoltre all’avanguardia, non solo per la cura dei pazienti con neoplasie ematologiche acute e croniche, ma anche per la cura dei pazienti con patologie della coagulazione, congenite ed acquisite, tra cui l’emofilia.

Al termine delle sessioni scientifiche, nel pomeriggio del 19 maggio, si svolgerà un corso di insegnamento teorico-pratico di tecniche di comunicazione medico-paziente, basato sulla esperienza internazionalmente riconosciuta di “Vital Talk”, coordinato dal dottor Leonardo Potenza. Durante l’incontro, saranno infine ricordati sia il contributo della sezione AIL di Modena “Luciano Pavarotti” a 25 anni dalla sua fondazione, a sostegno della attività di ricerca clinica e di laboratorio della Ematologia modenese sia i nuovi progetti di AIL Nazionale a supporto delle Ematologie del nostro Paese.

Tra i moderatori interverranno, per l’ematologia modenese, il prof. Roberto Marasca, che da anni coordina il laboratorio di diagnostica molecolare e gli studi clinici e di laboratorio sulla leucemia linfatica cronica, il prof Franco Narni, responsabile del Programma Trapianto di Midollo Osseo e Staminali Periferiche, ed il dottor Marco Marietta, responsabile della Unità Semplice di Malattie della Coagulazione.

Saranno consegnati i premi offerti dalla sezione AIL di Modena ai migliori progetti di ricerca su temi di medicina traslazionale o di medicina di supporto e palliativa, selezionati da una commissione scientifica, costituita oltre che dal prof M. Luppi, dal prof F. Pane (Napoli), Presidente della Società Italiana di Ematologia (SIE), dalla prof.ssa F. Bonifazi (Bologna), Presidente del Gruppo Italiano Trapianto di Midollo (GITMO), dal prof M. Martelli, Presidente della Fondazione Italiana Linfomi (FIL) e dal prof. F. Efficace, Presidente del Working Party Qualità di Vita del GIMEMA-EORTC.

 

I dati delle leucemie a Modena

Nel 2016, le nuove diagnosi di leucemia acuta sono state 36, di leucemia linfatica cronica 25, di linfomi Hodgkin e non Hodgkin, 105 di mieloma multiplo 32.

I trapianti di midollo osseo/staminali periferiche autologhi ed allogenici 60.

Tra le malattie non neoplastiche ad es. 26 nuovi casi di piastrinopenia immune.

Articolo pubblicato da: Ufficio Stampa Unimore - ufficiostampa@unimore.it