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"L'ascesa e il declino dell'Italia, 1861-2011" al centro di un convegno ad Economia il 23 maggio

Dopo una performance di lungo periodo di successo, l'economia italiana ha rallentato negli anni 1990 e si è fermata. I timori che il Paese sia sulla strada del declino appaiono fondati e le cause vanno ricercate nella mancata convergenza del Sud e nel fallimento nell’affrontare la seconda globalizzazione: questo è l’esito di uno studio che sarà presentato al Dipartimento di Economia Marco Biagi di Unimore nel corso di un seminario di Economia Politica.  

L’incontro, che si terrà martedì 23 maggio 2017 alle ore 14.15 presso l’Aula 2 del Dipartimento di Economia Marco Biagi (via Berengario 51 – ala ovest) a Modena, vedrà in cattedra il dott. Emanuele Felice dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara che affronterà il tema “ Italy's Growth and Decline, 1861-2011 ” ovvero “L'ascesa e il declino dell'Italia, 1861-2011”.

“Le nuove stime, a livello nazionale e regionale, del Pil italiano dal 1861 al 2011 - afferma il dott. Emanuele Felice dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara - propongono un'interpretazione di lungo periodo, alla luce dei cambiamenti nelle istituzioni, nei regimi tecnologici e nel più ampio contesto internazionale. In contrasto con la sua performance di lungo termine, di successo, l'economia italiana ha rallentato negli anni 1990 e si è poi fermata; i timori che il Paese sia sulla strada del declino appaiono fondati. Un tale esito è in parte dovuto all'incapacità del Sud Italia di convergere verso la parte più avanzata dello Stivale. Ma il declino è anche il risultato dell'incapacità di istituzioni e politiche nazionali ad affrontare le sfide poste dalla seconda globalizzazione”.

 

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Articolo pubblicato da: Ufficio Stampa Unimore - ufficiostampa@unimore.it